Tre passeggiate di esplorazione
"Attraversamenti urbani: i quartieri si raccontano"
30 maggio 2019 - partenza ore 14:30
max 40 persone per passeggiata

"Per aprire un varco nella città dell'ovvio, devi disabitare il cuore e tornare straniero concedendo un tempo lento ai perimetri e alle forme per adattarsi a te. Serve sempre una dose di coraggio per far cadere il muro tra il ricordo e il futuro. L'invito è a provarci"
Elisabetta Bucciarelli in "Raccontare un quartiere. Luoghi, volti e memorie della Bicocca", Scalpendi 2018

1. Bicocca:  un quartiere da scoprire, dall’esperienza industriale alle fabbriche della conoscenza 

partenza da:     Università di Milano-Bicocca, edificio U6, Aula Rodolfi, 4° piano - Rettorato 

(coordinatrici Franca Zuccoli e Alessandra De Nicola, Milano-Bicocca) - iscriviti qui


 

2. Barona: luoghi e narrazioni di un quartiere in trasformazione 

partenza da:  Università IULM, edificio 4, aula 401, piano terra, Via Carlo Bo

(coordinatrice Monica Morazzoni, IULM) iscriviti qui

 


3. Bovisa: tra spazi in attesa, grandi trasformazioni e fermenti di riappropriazione 

partenza da:  Politecnico di Milano, Campus Bovisa - la Masa (di fronte alla biblioteca delle Ingegnerie, Via Raffaele Lambruschini, 4, 20156 Milano MI)

(coordinatrice Anna Moro, Politecnico) iscriviti qui




Bicocca: un quartiere da scoprire, dall’esperienza industriale alle fabbriche della conoscenza

Bicocca è un quartiere che a partire dal suo nome rivela una storia tale da divenire un modo di dire! "C'est une Bicoque!" dicono ancora i Francesi per definire una disfatta, proprio come quella che accadde all'altezza della Bicocca degli Arcimboldi centinaia di anni addietro, quando  i Francesi perdettero Milano in una delle battaglie più sanguinose di cui si abbia memoria. Quante trasformazioni hanno attraversato questi luoghi di cui oggi a stento ricordiamo il potente passato industriale, soverchiato da una contemporaneità fatta di produzioni culturali, e siamo impossibilitati a distinguerne l'originario aspetto agricolo. Soldati, condottieri e mercenari, dame e alti prelati, e poi braccianti, migranti, operai, ingegneri e capitani d'impresa  hanno vissuto qui, sostituiti oggi da ricercatori, studenti, impiegati e artisti. 
Bicocca rappresenta uno straordinario giacimento di storie, sopravvissute in dettagli più o meno grandi sparsi tra interni ed esterni che attendono di essere svelati ai suoi moderni esploratori.


Percorso della passeggiata: il quartiere e le sue passeggiate attraverso un'illustrazione di Elena Locatelli  
"è nei dettagli che il diavolo nasconde la sua coda!" Per quanto un luogo possa essere modificato, ammodernato, riadattato o rimaneggiato mantiene sempre una memoria che può esser sapientemente ricercata attraverso quei particolari che fanno la storia del quartiere. Noi cercheremo di svelarne almeno qualcuno. [NB: per problemi tecinci, la partenza della passeggiata NON sarà dall'Aula Magna ma dall'Aula Rodolfi posta sempre in U6 ma al 4°piano, presso il Rettorato]
Il percorso della passeggiata in Bicocca


Uno sguardo che abbraccia alcune delle anime del quartiere Bicocca che incontreremo durante la passeggiata del 30 maggio: gli edifici dell'Università, il borgo Pirelli e  la collina dei Ciliegi.

Veduta generale di Bicocca (foto Pini/Cavallotti)


The Pietrarubbia Group, la scultura- monumento di Arnaldo Pomodoro in piazza dell'Ateneo Nuovo, è il luogo ideale per compiere delle esplorazioni sensoriali tra vista, tatto e suono.
Esplorazioni (The Pietrarubbia Group) foto di F. Granata Esplorazioni (The Pietrarubbia Group) (foto di F. Granata)

Viaggeremo nello spazio e nel tempo attraverso l'album dei ricordi di un'abitante del quartiere e lo faremo da un luogo privilegiato e inaccessibile come la terrazza panoramica della foresteria dell'Università.
Testimoni e luoghi privilegiati (un momento della passeggiata dalla terrazza panoramica di U12) (foto di A. Scarazzato)



Barona: luoghi e narrazioni di un quartiere in trasformazione 






Il quartiere Barona si trova in zona 6, prende il nome da una cascina esistente sul territorio di proprietà dei monaci Benedettini, detta appunto Barona. Con un passato rurale alle spalle, ancora ben visibile grazie alle tante cascine, oggi questa periferia è in piena trasformazione. Divenuta musa ispiratrice di tanti giovani promesse del rap nostrano, ospita realtà importanti come l'Ospedale San Paolo e Polo Universitario, l’Istituto Universitario di Lingue Moderne - IULM e la Nuova Accademia di Belle Arti, oltre a luoghi di aggregazioni ormai noti in tutta la città, come ad esempio il Barrio's.


Cascina Barona: importante complesso agricolo, ben conosciuta dai milanesi nel Medioevo e nell'Ottocento, venne gravemente danneggiata durate i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e nel 2013 da un incendio. Ricostruita nel suo aspetto originario, oggi sorge in una parte centrale del quartiere tra le vie Binda, Martini e Zumbini.
Uno scorcio di Cascina Barona


Passeggiando per il quartiere troviamo Cascina Moncucco, un'antica cascina secentesca che IULM ha ristrutturato dandole una nuova vita. La Cascina diventa infatti residenza per circa 100 giovani e un importante polo culturale per la città.
Uno scorcio di Cascina Moncucco


A due passi dai palazzi, dalle risaie e dai campi sterminati, troviamo la fattoria didattica Battivacco, inserita in una bella cascina a gestione famigliare rivolta alle famiglie.Fattoria didattica Battivacco


Dalle cascine per famiglie a punti di attrazione per i giovani: nel quartiere Barona è collocato il centro di aggregazione giovanile Barrio's, uno spazio che si impegna quotidianamente nella promozione di attività artistiche, culturali e ricreative in grado di attrarre non solo i giovani del quartiere periferico ma anche di tutta la città.
Scorcio del centro di aggregazione giovanile Barrio's 


La vecchia area industriale è oggi sede di attività legate alla moda e al design.
La vecchia area industriale 




Bovisa: tra spazi in attesa, grandi trasformazioni e fermenti di riappropriazione 




Bovisa, lo storico quartiere del nord Milano in cui si sono sviluppati importanti impianti industriali e artigianali cresciuti in simbiosi con la residenza viene nel corso della passeggiata attraversato e riletto con una attenzione specifica alla dimensione delle trasformazioni. 
L'approdo e ingresso al quartiere dalla stazione ferroviaria Bovisa (foto Roberto Manuelli)

Diverse azioni in anni recenti rompono la condizione di perifericità che si associa storicamente all’area si sono dati, attraverso interventi di operatori pubblici e privati che hanno localizzato in questa parte della città funzioni di eccellenza ma anche spazi residenziali che a volte dialogano poco con il contesto.
Il panorama dalla stazione Bovisa, punto nodale di accesso al quartiere 
(foto Roberto Manuelli)

In particolare, elemento decisivo di cambiamento è l’insediamento negli anni ‘90 del secondo Polo del Politecnico di Milano (che oggi ospita una parte di Ingegneria e Design), insieme ad esempio al centro di ricerca dell’Istituto Mario Negri.
Dal Campus La Masa, posto ad ovest della stazione ferroviaria, aperto e attraversabile, oggi sottoposto ad una riprogettazione dei suoi spazi pubblici, ha origine la passeggiata.

La sede del Campus Politecnico La Masa (foto Roberto Manuelli)


Adiacente al Campus è osservabile un’area nota ai milanesi, da decenni in attesa di essere riaperta alla città, su cui sorgerà un grande parco e in cui Politecnico potrà in futuro espandersi insediando oltre ai propri spazi e laboratori anche start-up e luoghi legati all’impresa innovativa.
Alcuni tra gli edifici di archeologia industriale nella Goccia 
(foto Roberto Manuelli)

Dall’altro lato della stazione Bovisa, lungo la via Candiani, dopo aver osservato alcuni spazi di carattere culturale, dedicheremo la nostra attenzione al Campus di Politecnico dedicato al Design (precedentemente anche la Seconda Facoltà di Architettura) entro i cui cancelli attraverso la collaborazione tra ricercatori del Politecnico e abitanti del quartiere nasce un orto condiviso (progetto Coltivando), un’interessante esperienza di co-costruzione di spazi comuni.

La passeggiata continua e si snoda lungo il tessuto misto del quartiere toccando alcuni ambiti dismessi e altri rinnovati.
Il tessuto storico (foto Roberto Manuelli)

Ambiti in attesa di riqualificazione (foto Roberto Manuelli)

Ulteriori progettualità recenti e in corso rafforzano e precisano il legame tra città e università. Nuovi spazi collettivi, pratiche comuni e idee progettuali prendono corpo come parte di un più ampio processo di rinnovo della città che tocca anche quartieri limitrofi come Dergano.
Tale rinnovamento nasce in larga parte da risorse ed energie locali (tra tutte l’iniziativa Via Dolce Via o lo spazio-progetto di ristorazione del Rob de Matt) che avremmo modo di intersecare con una serie di racconti mirati che costelleranno il percorso, che lungo la via Guerzoni ci farà approdare alla destinazione ultima, il Parco Ugo Bassi. Un parco molto vissuto del quartiere che possiede ancora margini di accoglienza di nuovi servizi negli edifici abbandonati nella parte sud, e che oggi accoglie l’interessante progetto di riqualificazione della cascina, ad opera di associazioni culturali (Asnada e Nuovo Armenia) e in collaborazione con la Municipalità.
La cascina nel Parco Ugo Bassi (foto Roberto Manuelli)



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